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14/05/08

Il lascito

No, in questo post non parlerò di testamento o di morti. Parleremo di un argomento che mi è stato espressamente richiesto da un mio lettore. Come si lascia un ragazzo e/o fidanzato e/o amante e/o scappatella-di-una-notte. Vorrei non essere per niente acculturato su queste situazioni, né trovarmi nella posizione di spiegarvi il modo o maniera opportuni per farlo e per tanto vi auguro che questo non debba mai servirvi, ma sono certo che nel caso doveste trovarvi di fronte a certe situazioni, un paio di consigli potrebbero esservi utili:

1. Analizzare la situazione e domandarsi "Perché?". Ovvero fare una dettagliata analisi delle cause che vi hanno portato a decidere di lasciare il vostro ragazzo. E' una motivazione giusta?! Insomma ci avete riflettuto bene?! Lasciare un ragazzo comporta sempre delle conseguenze per entrambi che sono nella maggior parte dei casi imprevedibili per loro natura. Non è facile tornare indietro sui propri passi e non è detto che l'altro vi aspetti a braccia aperte nel caso di un ripensamento.

2. Trovare le parole giuste. In base al tipo di rapporto che avete col vostro pistolero, dovete trovare il modo giusto di comunicargli che non sarete più la sua fondina, né il suo cavallo, né altro. Bisogna ricordarsi che anche l'altro ha un cuore ed è facile infrangerlo. Esempio di conversazione da evitare:
  • Trottolino, mi spiace, ma la nostra storia è finita, non posso più restare con te.
  • Paccottino, ma come siamo diretti stasera, ieri per dirmi che non volevi andare al ristorante afro-messico-cubano hai simulato le convulsioni; inoltre devo dire che il tuo tempismo mi sorprende, proprio oggi che compiamo 9 mesi insieme e appena dopo che ti ho regalato una cintura di Cavalli e tu un libro sul sesso tantrico...Ma perché mi lasci?
  • Mia piccola trota salmonata, devo dirti che le motivazioni sono diverse: detesto la tua collezione di intimo ispirata al trucco di Moira Orfei, il tuo profumo alla vaniglia fa sembrare che nella mia auto sia entrata una Saint-Honorè e hai un carattere alquanto irascibile sotto certi punti di vista, come quando ti si dice che non hai abbinato bene i colori del tuo abbigliamento, inoltre sei effeminato come Anna Tatangelo.
  • Ma la Tatangelo è una donna!
  • Appunto, più gay di te ci sono soltanto i Trans e le donne
  • Ma caffettino mio, almeno un ultimo bacio
  • Fattelo dare da Muccino!
Nonostante le nostre motivazioni possano essere le più valide del mondo, questo tipo di conversazione può farci apparire leggermente stronzi, quindi è meglio avviarsi all'incontro con un discorso già prefissato in mente, che faccia meno male possibile; un trucco è sperimentarlo allo specchio e vedere che effetto fa su di noi, se vogliamo tagliarci le vene con la lametta per la depilazione delle gambe, allora va cambiato.

3. Farlo in un luogo pubblico. Ora vi starete domandando ovviamente il perché. E fate bene, perché la motivazione è che in questo modo si evitano diversi magoni e sensi di colpa. In realtà questi non si evitano del tutto, ma si ritardano soltanto di qualche giorno, quando incontreremo per caso in strada il nostro ex-lui, che cammina con la barba incolta, lo sguardo basso e una palla di fieno come unica amicizia. Per la precisione lasciando il nostro boy in un luogo pubblico eviteremo lunghi addii, pianti, isterismi, rinfacciamenti vari come "Ed ho anche sopportato quella strega di tua sorella per stare con te!", percosse (giustificate o meno) e molto altro ancora.

4. Mostrarsi disponibili. Anche se è difficile e non capita spesso, è possibile che il vostro boy ritrovi in voi la persona che più possa aiutarlo a superare questa piccola crisi; quindi per quanto sia difficile, dovreste evitare di sparire nel nulla, facendovi sentire quando lui vi chiama. All'inizio è meglio mantenere un certo distacco: vanno bene le telefonate, un caffè pomeridiano insieme e quattro chiacchiere in un luogo pubblico, ma assolutamente da evitare le ricadute a letto (il sesso occasionale con un ex fresco di ferita è IL MALE), le uscite da soli di sera e lunghe giornate passate da soli in una casa qualsiasi (per non cadere in tentazione). Passato un certo periodo di tempo che stabilirete da soli, potrete fare tutto quel che volete. In questo modo avrete due vantaggi: una persona in meno che vi odia con tutto il cuore ed un nuovo amico.

Questi sono soltanto piccoli consigli per la gestione di un buon rapporto in fase terminale, il resto spetta a voi. Cercate di essere gentili e ricordate che un giorno potreste ritrovarvi nella stessa situazione e sono certo che vorreste essere trattati con la stessa gentilezza e buon senso...

01/03/08

Lezioni di Rimorchio: il primo appuntamento

E' vero, era un sacco che non davo lezioni, ma fortunatamente ho ritrovato il tempo di impegnarmi a tenere una lezione su un'annosa questione come questa. Spesso quando si incontra qualcuno per la prima volta ci si chiede come prima cosa come far colpo sull'altro. Primo grosso errore. La prima cosa da fare è capire se l'altro realmente ci piace; ci si saluta con un "Ciao, piacere..." etc, e già qui abbiamo il primo "impatto visivo". Ci piace?! Sì?! Ok, allora impegnamoci.

La scelta dei vestiti: due semplici regole

1. Non bisogna scegliere qualcosa di troppo appariscente, lasciamo a casa lustrini, cinture luminose, camicette di raso aperte ed (a malincuore) i fantastici cappellini da disco. Scegliamo qualcosa che sia semplice, ma che ci stia bene addosso. Se siamo un po' in sovrappeso ed abbiamo ceduto alla tentazione dei Magnum di Eva Longoria troppe volte, allora evitiamo maglioncini aderenti anche se di colore scuro. Meglio qualcosa di "alternativo/sportivo": largo, colori anche chiari, sì a jeans semplici con vita alta o a zampa, no all'eleganza da prime donne.
2. Meglio coprirsi. Sempre utile avere dietro una giacca, un giubbino, un jumper o un cappotto. Per diversi motivi: se il tipo non ci piace, eviteremo di risvegliare sgraditi appetiti semplicemente non togliendo il soprabito. Se scegliamo un luogo all'aperto per il nostro incontro, eviteremo di prenderci una polmonite e inoltre l'attesa nel vedere come siamo vestiti è sempre intrigante.

Il luogo

E' buona regola avere sempre una valida alternativa al luogo che abbiamo in mente. La "prima scelta" potrebbe essere chiusa per un qualsiasi motivo. Oppure se abbiamo scelto un luogo all'aperto e fa un freddo cane, o ancora il posto potrebbe essere strapieno o troppo affollato. Generalmente è bene scegliere un luogo non troppo pieno di persone, dove poter prendere un tavolino un po' più riservato rispetto al resto del locale, per poter chiacchierare in tranquillità, senza dover pensare che gli altri attorno ci stiano ascoltando e facendo i fatti nostri. E' buona idea evitare anche di appesantirsi con cibi troppo conditi o poco digeribili, non vorremo certo passare il dopo-cena ruttando o appisolandoci di tanto in tanto!

La conversazione

Qui si può spaziare molto: i propri interessi (comuni e non con l'interlocutore), la politica, gli studi, il lavoro, i nostri peluches di quando eravamo bambini, insomma tutto ciò che ci riguardi in modo da dare un'immagine quanto più completa di noi stessi. Evitiamo soltanto di fare un monologo, lasciando spazio all'altro di esprimere le sue idee ed opinioni e se proprio non ce la facciamo a star zitti c'è un trucco: facciamo ogni tanto delle domande, così saremo costretti ad ascoltare la risposta! Pochi argomenti che consiglio di eludere: gli ex che ci hanno fatto soffrire, le serate passate a fare cruising, le perversioni sul colore dell'abbigliamento intimo ed i nostri momenti imbarazzanti da bambini.

Spero di essere stato esaustivo sull'argomento, ma per qualsiasi domanda, dubbio o perplessità non dovete fare altro che chiedere!

P.s.
Per qualche consiglio di seduzione potete leggere il blog di Gipris concentrandovi sui 4 assi della seduzione!

02/11/07

Moda Orientale

Come facciamo a distinguere un manzo da giurisprudenza da una persa dell'Orientale?! Probabilmente ad un newbie del settore, come una matricola, il carattere di distinzione può non sembrare così ovvio come sembra a noi shampiste navigate del bar del secondo piano. L'abbigliamento è un must: curato fin nei minimi particolari per gli studenti "A palazzo", come se stessero entrando nel loro reame; sciatto, ma fashion per le perse dell'Orientale di palazzo Giusso (o Giusy che dir si voglia). Definiamo più nel dettaglio.



A palazzo: dal fashion discotecaro all'eleganza sobria di una camicia con un pantalone classico, la checca "di palazzo", non perde mai l'occasione di mettere in mostra il suo talento da fashion designer, curata nei minimi dettagli: cintura abbinata alle scarpe, fisico palestrato o comunque definito, sopracciglia spinzettate, pelle molto liscia grazie all'uso dei cosmetici giornalieri. Spesso la troviamo sfilare al bar, ma ogni scala mobile o fissa per lei diventa un evento, un'occasione per sfilare, come se fosse a piazza di Spagna. Le migliori occasioni di mettersi in mostra, sono come ben sappiamo, al bar al secondo piano, oppure nelle aule studio.




Palazzo Giusy: Trasandato, barba leggermente incolta, portamento inesistente, aria da regista di teatro sperimentale. Ad un occhio poco attento, può risultare etero, ma ad una più accurata analisi notiamo sicuramente uno sguardo lucido (tipico di coloro che fanno attenzione a tutto), colori della maglietta che spesso sono proprio quelli che vanno di moda in quel periodo, il pantalone seppure largo è a vita bassa mostrando un fiero intimo nero o con colori accesi. Il look della persa orientaleggiante, può essere accessoriato nei modi più svariati: chiavi appese ad un moschettone che penzola dalla cintola, catene, catenine e catenelle varie che penzolano dal collo, anelli d'acciaio, piercing coloratissimi. Insomma, una specie di Sant'Anna, versione moderna. La risultante è un buon miscuglio tra alternativo e fashion che può intrigare o meno a seconda dei risultati e dei gusti degli interessati.

27/09/07

L'inverno alle porte


Con l'arrivo dell'inverno molte di noi giovenche, che nelle pause di studio bivaccano al bar in cerca di qualche bel manzo da soddisfare, rimangono deluse a causa dell'inesorabile avanzare della manica lunga, di magliette sempre meno aderenti e dei soliti fighi sempre meno curati, causa le corse mattutine per seguire corsi, per studiare, per prendere gli appunti dal compagno di corso. Come porre rimedio a tutto ciò?! L'aula studio è un buon posto dove ammirare un bel fusto indisturbati, senza farsi accorgere. Infatti, se qualcuno si accorge che lo state fissando sbavando, c'è sempre la scusa del "Stavo guardando nel vuoto ripetendo". Ovviamente fissare un ragazzo di continuo, anche quando si sposta, comporta un'indicibile difficoltà nell'utilizzare questa scusa. La musica cambia se è qualcuno che fissa voi. Le possibilità sono varie.



Possibilità 1:
Vi guarda perché pensa di conoscervi. Quante volte è capitato che guardando qualcuno diciate tra voi "Ha una faccia conosciuta"?! Beh, all'università questo fenomeno si moltiplica in maniera impressionante, non chiedetemi il perché. E' sempre bene comunque, quando venite fissati da qualcuno cercare di ricordare se lo conoscete o meno. Se è vero che la mente è selettiva, nel cervello femminellico, il primato dei ricordi va ai fighi. Se non vi ricordate chi sia significa che o non vi piace, o non l'avete mai visto. A seconda del caso "Fate il vostro gioco".

Possibilità 2: Vi guarda senza rendersene conto perché fissa il vuoto (per davvero). In questo caso basta alzarsi e spostarsi un po'. Se vi guarda ancora allora fissa voi. Se non vi guarda allora fissava il vuoto!

Possibilità 3: Vi guarda perché gli piacete. Come capirlo?! Provate a fissarlo negli occhi: ci sarà sicuramente qualcosa che ve lo farà capire: un segnale, una smorfia, un sorriso; lo capirete. Attenzione! Se distoglie subito lo sguardo non significa per forza che non gli piacete: magari è solo timido!

24/02/07

Lezioni di rimorchio: riconoscersi

Quante volte avete detto "Se fossi in una discoteca gay ci proverei con quel tipo"?! Scommetto tante. Poi capita che te lo ritrovi sabato che scende le scale della disco anche meglio di te(non disperate, prima o poi scriverò un post anche su quello). Poniamo il caso però, che magari vogliate provarci subito, senza aspettare di rivederlo in un ambiente gay. Come facciamo a sapere se è "roba nostra" o no? Ci sono metodi sicuri?! In definitiva, no! Però ci sono dei piccoli segnali, degli indizi che potremmo cogliere e mettere da parte per giudicare. Utilizzeremo un sistema percentuale per essere schematici e sintetici. Partiamo dalla cosa più semplice: il viso. Sopracciglia tirate? La percentuale si alza del 10%. Pelle curata, non troppo lucida, ma nemmeno opaca?! 30%. Passiamo al corpo; eviterei di discernere tra fisici curati e non, perché, oggi come oggi, sono tantissimi gli etero che curano il proprio corpo anche più di un gay (cioè io che lo curo poco). Quindi cosa esaminiamo?! Dai su, è semplice...l'abbigliamento! Posso dire che quest'anno per l'inverno vanno di moda rombi e righe orizzontali. Quindi se vedete una maglietta, un maglione o una felpa con queste fantasie allora...almeno il 30% e se è firmata D&G o CK arriviamo al 40%; poi se la abbiniamo ad un jeans a vita bassa, scarpe intonate alla cintura, orologio intonato al maglione sfondiamo (in senso figurato) il 50%. Vedete com'è semplice?! C'è anche un altro indizio molto importante...le movenze, ogni gay che si possa definire tale, fa qualcosa (anche inconsciamente) per farsi riconoscere. Magari è un gesto che sfugge all'occhio di passanti ignari, ma voi dovete osservare per bene. Qualcosa c'è sicuro. Sculetta quando cammina?! 20%. Polso spezzato?! 30%. Agita la testa scuotendo i capelli?! 40% e così via. Osservate bene. Qualcosa ci sarà. Anche la voce è un buon fattore di riconoscimento. Su quello non penso di dovervi spiegare qualcosa. So benissimo che qualcuno potrebbe obiettare "Ma sono tutti luoghi comuni!" ed è anche vero. Però oggettivamente, tutti i gay hanno qualcosa che li distingue, che li eleva appunto alla condizione di "homo superior" che non ha bisogno di quelle cose che...come si chiamano...aspetta un po' che mi viene in mente...ah sì! Le donne. Con quegli inutili ammassi di carne sul davanti e...carenti della parte che a noi più interessa! Vabè. Sia come sia, quello che c'è scritto sopra è solo un modo per divertirsi e non er giudicare, potete fare commenti e scherzare, ma se uno è gay davvero e non si vede...non c'è schema o percentuale che tenga!!!

05/02/07

Lezioni di rimorchio: tecniche avanzate

Dunque, come vi avevo già accennato ci sono altre tecniche di rimorchio, un pochino più complicate della regola del 4. Nonostante ciò posso dirvi che quest'ultima è la più sicura e la migliore per i più timidi come me, perchè quando guardate negli occhi una persona lo capite se siete di suo gusto o meno.

Il Parcheggio: avete presente quando fate lezione di parcheggio a scuola guida?!Vin insegnano a parcheggiare in retromarcia giusto?! Uguale, dovete solo andare di culo...e nel vero senso del termine stavolta! Dunque, forse vi sarà più chiaro con un esempio: ponete il caso che mentre state ballando con i vostri amici vi accorgete che qualcuno balla col suo didietro attaccato al vostro. La prima cosa che vi viene in mente di fare è girarvi e vedere quanto è affollata la pista e notate che nonostante il gran numero di boni che vi circondano lo spazio per non rimanere azzeccati come sardine c'è e come...allora i casi sono due: o si sta appoggiando perchè è stanco o ci sta provando con voi. Se non si tratta di un appartenente al gruppo INPS escluderei la prima possibilità. Personalmente scherzo sempre molto sul dare i voti ai ragazzi, ma cmq sta di fatto che la bellezza è oggettiva fino ad un certo punto. Vi basterà girarvi un pochino e squadrarlo dalla testa ai piedi. Un mio personalissimo consiglio è che se secondo il vostro metodo di giudizio non supera la sufficienza dovreste lasciar perdere e scostarvi. Se invece raggiunge pienamente o supera di molto la sufficienza allora la musica cambia, ed ancora una volta non parlo metaforicamente. Vi piace il tipo?!Bene. Seguite il ritmo del suo sedere (so che è brutto a dirsi ma è così), cercate di stargli dietro...no cioè cercate di seguire i suoi movimenti (ecco così va meglio) e quando sentite che è il momento giusto voltatevi...sempre rimanendogli attaccati...se tutta va come deve dopo un po' si gira anche lui e dopo un po' andate giù di lingue!!

Sembra facile, ma vi assicuro che non lo è!Quindi fate attenzione. Ricordatevi che magari questo tipo è slo uno che ha voglia di divertirsi con voi e di ballare innocentemente. Beh tanto innocentemente non direi però magari vuol solo ballare!Chi può dirlo! Voi seguite il vostro istinto ma soprattutto ricordate...Scendere le scale è un'arte!!!Vero Edu?!

03/02/07

Patologie da disco

Nei precedenti post vi ho parlato di come si può rimorchiare qualcuno in discoteca. Fermo restando che l'argomento non è esaurito mi preme spendere qualche pagina su alcuni tipi di patologia da disco. Non sempre in discoteca si trova quello che ci si aspetta di trovare. E' vero che l'80% delle volte ci sono ragazzi simpatici e normali con i quali si scherza, si parla e si balla, ma alcune volte non è così: parlo a voi, inesperti di discoteche, voi che non sapete scendere come si deve una scalinata, voi che non sapete abbinare la cintura alle scarpe, voi che siete quì ad istruirvi. Resti ben inteso che dalla teoria alla pratica non è un passo breve, ma con un paio di accortenze potete farcela anche voi. Quello che segue sono tre delle principali patologie che si possono trovare in una disco o in un bar gay. Il mio maestro Robbie mi è testimone. Che la forza gaya sia con me!

Quadri della disperazione: esseri di bassa lega, che solitamente vengono da soli in discoteca; spesso sono abominevoli cessi, a volte possono essere carini ma con un pessimo carattere e per questo vengono classificati come tali; quello che li caratterizza infatti non è solo l'aspetto, ma quanto la loro attitudine alla solitudo metafisica e non, che esprimono restando seduti a bordo pista con un colorato cocktail in mano mentre tutti ballano e si divertono. Le loro tecniche di approccio sono tra le più disparate: si possono infatti notare labbra tremule alla "Signorina Silvani", occhi languidi alla "Manga giapponese", mani con il palmo rivolto verso l'alto come se si stessero svenando i polsi e gambe aperte peggio di un eterosessuale. Tutti questi gesti sembrano indicare un unica frase: "Ti prego, fa un'opera di bene stasera". Mette tristezza solo guardarli e ricordano molto i gitani che chiedono la carità ai semafori. Non di rado infatti possiamo notare qualcuno che lancia loro qualche monetina come a dire "Toh, comprati anche tu qualcosa di decente da indossare". Vestiti perennemente fuori moda, generalmente scelgono colori spenti per avere un effetto "Camaleonte" con le pareti del locale. Solitamente si accoppiano tra loro, ma in rari casi di forte ubriachezza (dell'altro) possono anche aspirare ad un ragazzo al quale potremmo dare anche 6.

Gruppo INPS: Generalmente, non si sa come, ce li ritroviamo nel locale prima ancora dell'apertura. Anche se arrivate per primi (cosa che sconsiglio sempre altamente, a meno che non ci sia una valida ragione di ricerca scientifca come la mia) noterete che infestano già il bancone del bar o i tavolini con le sedie. Stanno sempre insieme, spesso seduti e con facce che non hanno nulla da invidiare ad un labrador. Data la loro età che oscilla tra i 60 ed i 70 anni, devono infatti dosare le loro energie e ballare solo nei momenti più clue. Ne esistono varie versioni: la più comune la riconosciamo in un signore di età non inferiore ai 50 anni con una dismessa forma fisica da lottatore di sumo appollaiato su una sedia con un bel panorama su tutta la pista o sui corridoi che danno verso quest'ultima, o ancora sul bar, così da poter monitorare sempre la situazione. Guarda perennemente le sue potenziali prede (o in questo caso vittime) sperando di applicare la regola del 4 (precedentemente descritta). Non si rende conto che l'unica ragione per cui qualcuno al di sotto dei 45 anni potrebbe guardarlo negli occhi per 4 o più secondi è la cecità totale. Prede predilette infatti sono i ragazzini che sfiorano i 20 anni o poco più alle prime serate in locali gay. La confusione e la poca conoscenza dell'ambiente potrebbe infatti indurli ad instaurare una conversazione con loro che generalmente non dura più di 20/30 secondi; giusto il tempo di chiedere "Dov'è il bagno?!Ho un forte senso di nausea". Altra sottospecie di questa patologia si riconosce in una forma fisica piuttosto curata (per quanto gli permetta l'età), longilinea, snella , con capelli che tendono al brizzolato stile "Richard Gere", pizzetto tinto e lampade. Lampade a più non posso. Per nascondere il grigiore della pelle infatti spesso ricorrono a centri solari abbronzanti. Nel senso che ci si trasferiscono. Peccato che in questo modo evidenzino ancora di più i solchi e gli immani burroni del loro viso che loro ancora si ostinano a chiamare "Rughe d'espressione".Generalmente si accoppiano tra loro o con i quadri della disperazione; in quest'ultimo caso vediamo non di rado i quadri tornare indietro con una faccia che sembra dire "in fondo l'astinenza non è male"


Lo sbattuto di mezza età: pericolosissima patologia che può mettere in difficoltà anche la persona più allegra del posto. Se per caso vi imbattete in un trentenne/quarantenne che una volta attaccato bottone con voi con una classica scusa come "E' la prima volta per me quì dentro" oppure "Hai da accendere?!" continua a starvi attaccato, ballare corpo a corpo nonostante i continui incitamenti a smettere vi consiglio altamente di fuggire il più possibile lontano. Sintomo questo infatti, di una bomba che sta per esplodere. Una volta che il soggetto avrà capito che non è di vostro interesse, non farà altro che ballare ad un paio di metri di distanza da voi agitandosi come una scimmia idrofoba, dando fastidio ai passanti con gomitate involontarie e soprattutto fingendo maldestramente di essere riuscito a rimorchiare un ragazzo più carino di voi. I vostri amici non potranno fare altro che notare il tutto e deridervi per il resto della serata. Solitamente questo soggetto presenta un vestiario che varia: notiamo lo stile "Miami Vice" con camicetta a fiori enormi o quello "Penso di sembrare un indossatore di moda" con una canotta o una maglia smanicata che mettono in mostra bicipiti flosci e smessi che fanno sì che la gente pensi "Era un indossatore di moda quando hanno fondato la società forse". A volte qualcuno per scrollarselo definitivamente di dosso può adottare frasi come "Ho visto un ragazzino al bar e rivoleva indietro la sua maglietta: era la tua adolescenza" . Oppure quando gli domandate "Quanti anni hai?!" (domanda che già per sè gli suscita fastidio) se lui risponde "Tu quanti me ne dai?!" potete definitivamente annientare ogni sua speranza nei vostri confronti dicendo "Perchè quelli che hai non ti bastano?!". Le uniche tecniche di accoppiamento che conosce sono quelle sopra descritte.

Pensate che sia finita?!Io lo spero, ma qualora dovesse risultare qualcosa di diverso rimanete sintonizzati!

P.S.
Per il nome della seconda patologia si ringrazia il gentilissimo consorte della Contessa Half-Blood

22/01/07

Lezione di rimorchio

Finalmente ci sono riuscito! Dopo svariate lezioni e dimostrazioni pratiche dell'argomento da parte del mio mentore di rimorchio in disco Robbie Williams l'ho fatto anche io. Ho fatto acchiappanza!! O per dirla tutta "Ho fatto punti"!!!Champagne per tutti!!!! Bisogna festeggiare l'evento. Ma prima lasciate che vi racconti come è andata. Serata normale. Solite cose: boni che ballano e non ti cagano, il gruppo INPS che siede ai tavolini del bar, i "Quadri della disperazione" seduti a bordo pista, i sessuomani che aspettano fuori dai bagni qualcuno compiacente e noi allegre donnacce che zoccoleggiamo per tutto il locale in cerca del nostro principe. Ad un certo punto noto che uno dei ragazzi carini che balla vicino a noi guarda nella nostra direzione. La prima cosa che mi viene in mente è che sta guardando la mia amica star della musica "Robbie Williams" ed invece no, guardava proprio me. Penso tra me e me "Ma possibile?!Ha dato palo ad altri due o tre carini e guarda me?!Sarà cieco?!" Ebbene sì, guardava me. Si avvicina, solito rituale, balla con me, si struscia, mi guarda fisso negli occhi e mi bacia. Puff, come per magia, senza nemmeno conoscere il mio nome, ma in fondo cosa conta un nome se uno mi piace; può chiamarsi anche Adolfo, ma se mi piaci non mi lascio scoragiare dallo stesso nome di Hitler. Siamo stati incollati almeno 15 minuti a baciarci e ravanare le mani nei posti più impensabili. Quando finalmente mi stacco da questa morsa noto almeno 5/6 sguardi assassini attorno che mi puntavano come a dire "Spero tu possa marcire all'inferno insieme ad obesi grassoni che fanno la pubblicità del PRIMA nelle diete dimagranti". Invidiose che non siete altro...Meglio cambiare aria. Così lo prendo per mano e lo trascino fuori, per riprendere da dove avevamo lasciato, peccato che dovesse andar via che la sua amica lo stava aspettando. Ci scambiamo i numeri di cell. "Tu sei..." E lui mi dice "Salvatore" ed io azionando i pochi neuroni ancora in funzione alle 4 di mattina rispondo "Ma per caso sei di Marano?" e lui dice di sì. Io continuo e dico "Ma per caso sei anche un fisioterapista?!" e lui sbigottito fa "Certo, ma come lo sai?!" "Beh perchè stiamo chattando su msn da due settimane" E via di seguito...Insomma. Un successo inaspettato. Mi è bastato seguire la regola del 4! Quattro secondi per braccarti, 4 minuti per ballarti e 4Km per divertirti. Cioè: se ti fissa negli occhi per più di 4 secondi avvicinati e balla con lui. Se poi lui ricambia per almeno 4 minuti allora infilagli 4 Km di lingua in bocca. Semplice no?!devi ricordarti il numero 4. Grande strumento sta regola. Funziona sempre. O quasi. ...insomma se uno è strabico sono cazzi...e non veri purtroppo!!!!!