29/04/07

Destiny's Boy

Non c'è niente da fare. Quando il destino decide di fotterti non c'è lubrificante che tenga. Fa male, ma è maledettamente bello. Ieri sera mi sarei aspettato di trovare chiunque, tranne che lui. Il mio principe lontano. All'inizio pensavo fosse qualcuno molto carino che gli somigliasse. Poi lo riconosco, è proprio lui: Ele. Mi vede, stenta a riconoscermi...ci credo, con 12Kg in meno...mi abbraccia, mi dice che gli sono mancato e che era capitato a Napoli per caso solo per quella notte. Come tutti i sogni non poteva durare. Dice che mi trova benissimo, cambiato, "ma in meglio se possibile". Dopo un po' torno al tavolo delle passive. "Cosa sono quegli occhi a cuoricino?!Hai incontrato l'amore della tua vita?!" Non sai quanto ci sei andata vicina Titty. Racconto tutto. Spiego la mia storia. Tutti tifano per un ritorno di fiamma; che carini. Io so che non accadrà. Sappiamo entrambi che farebbe male. Troppo male. Lo presento ai miei amici e lui fa lo stesso con i suoi. Ele ha addirittura superato la prova "Mirna". Se Lele dice che è un figo allora...cioè avete capito?! La Mirna ha espresso un giudizio più che positivo! Abbiamo parlato, giocato, scherzato, ballato. Poi alle 2:30 il sogno è finito. Mi ha abbracciato da dietro e mi ha sussurrato "Devo andar via". Almeno un interminabile minuto abbracciati in silenzio. Tutti che mi guardavano. Poi mi guarda fisso negli occhi e mi dice "Dovevi venire a Roma tu o sbaglio?!"... "E' vero - rispondo - giuro che appena posso scappo da te". Chissà perché suona vero. Una volta andato via il Madison mi sembra vuoto. Almeno 3 possibili prede. Tutte a portata di mano. Niente di pretenzioso, ma almeno un 7 pieno. Non ce la faccio. Non riesco a tuffarmi. Il suo pensiero mi blocca. Ancora una volta concludo con una citazione dei Nickelback: "I guess it wasn't what i want, it wasn't really what i thought..."

10/04/07

Cronache di una pasquetta passiva

"Ketty, muoviti a scendere, altrimenti troviamo traffico, sei la solita passiva ritardataria!". E' così che comincia una giornata che vorresti non finisse mai. Alle 7:30 di mattina aspetti in auto che scenda quella persa della Madre Pia (alias Piccola Ketty) mentre fumi una sigaretta. Lei arriva, posa le sue cose nel portabagagli e siam pronti a partire alla volta delle montagne di Avellino. Il consorte della Contessa infatti (che da oggi sarà conosciuto come "La Mirna") ci ha invitato a passare la pasquetta in una sua tenuta di montagna. Componenti del gruppo: Mirna, la contessa, la bionda, la Titty, Mirchia, Raffaella e Sandra. Tutte donne dentro. Ai quali ci siamo uniti io e la madre pia. Tanto per dare un tocco di santità. Tutti sono partiti la sera prima per evitare il traffico di pasquetta, che io sinceramente però, non ho trovato. Arriviamo all'uscita dell'autostrada verso le 8:30 dove ci vengono a prendere Mirna e la Contessa. Arriviamo a casa della Mirna e tutti dormono, compresa lei e la contessa, motivo: hanno preso sonno alle 6 di mattina. Beh allora è normale. Un silenzio surreale. Così per ammazzare il tempo guardiamo un po' di tv, io esco a fumarmi una sigaretta, Ketty mi guarda e scuote la testa in segno di dissenso, rientro...dopo un'oretta si sente una voce dall'oltretomba "We puttane!!!". Era la Raffaella dalle scale della cucina appena alzata insieme a Mirchia, entrambi in pigiama e plaid. Per risvegliare un po' queste due shampiste ho ben pensato di mettere a fare il caffè. Problema: non sappiamo dove si accende il gas. "Ma ragazzi c'è la cucina a legna, posso usare quella, non svegliamo la contessa e la Mirna". Accendo le fiamme dell'inferno, ma il caffè non vuol saperne di uscire. Così mi industrio, cerco, ravano e dopo una mezz'oretta trovo finalmente il rubinetto del gas e accendo il gas in cucina. Proprio 5 secondi dopo scende Mirna per dirmi dove si apre il rubinetto del gas...no comment...Metto a fare il caffè. Mi viene così bene che mi chiedono il bis per ben due volte. Forse perché eravamo in 8. E poi ci sono sempre le solite passivissime che pretendono il caffè in tazzina e quello per il latte. Bon. Fatto questo, tutti si vestono e si parte per esplorare un po' i boschi...una scarpinata per un sentiero quasi inesistente praticabile solo da capre e dal nonno di Heidi. Per aiutarmi prendo in mano un ramo e ne ricavo un bastone (son sempre la solita). Definire il sentiero scosceso sarebbe usare un eufemismo. Decidiamo dunque di ritornare indietro e scendere prima che qualcuno di noi lo faccia indipendentemente...cadendo. Adiamo al Trombatorrione, tipico luogo ameno del paesino dove ci trovavamo. Torniamo quasi subito per paura della pioggia che potesse coglierci di sorpresa. Infatti appena rientrati in casa, comincia a piovere e grandinare a dirotto. Cuciniamo, pranziamo e sparecchiamo. Tutti hanno apprezzato tutto; la Sandra ha apprezzato in modo particolare, date le porzioni, la Bionda sembrava apprezzasse particolarmente il salame data la sua maestria nel tagliarlo...sarà la sua consorte, la Titty, che le ha insegnato così bene?! Noi tutti abbiamo apprezzato tantissimo i carciofi ripieni portati da Ketty. Ci mettiamo un po' a giocare con un gioco di dadi su cui ci istruisce la Sandra, finito quello cominciamo a riassettare casa, fare le ultime chiacchiere, preparare gli zainetti...e non è successo niente...è proprio quello il problema Raffy! Vabè, lasciamo perdere. Ci salutiamo per il ritorno e andiamo via...ed è stata proprio una giornata che volevo non finisse mai...Grazie Mirna!!!! E' proprio il caso di dirtelo. Siamo stati benissimo grazie alla tua calorosa ospitalità e alle tue imitazioni di orgasmi lesbici. Ci mancava solo una...Elizabeth Taylor!!!!!!
P.s. Per le represse che vogliono vedersi un fotoromanzo della giornata potete dare uno sguardo alla gallery!

19/03/07

Corsi di II semestre: cronache di una sfilata

La settimana scorsa sono cominciati i corsi del II semestre della facoltà di giurisprudenza della Federico II. Quale migliore occasione per fare sfoggio del proprio Guardaroba, sapientemente aggiornato agli ultimi dettagli modaioli?! L'inizio dell'evento è notoriamente fissato per le 10:30 nel prediletto luogo d'incontro del nostro ateneo: il bar al 2° piano. Raggazzi e ragazze che non hanno nulla da invidiare a Naomi Campbel od a Raul Bova, sapientemente passeggiano con indifferenza, mentre i pochi eletti giudici del gusto come me, assegnano silenziosi voti, comunicati tramite segni quasi impercettibili fatti di sguardi ed espressioni di assenso o dissenso, che vanno dal pieno consenso al disastro totale. Secondo il mio personale parametro di giudizio, non è importante indossare capi costosi, vistosi o firmati, ma qualcosa che sia in armonia, in sintonia e che si adatti al nostro corpo. Se poi queste cose sono belle di per se stesse allora si può anche aspirare al 10 e lode. Notiamo nella maggioranza dei ragazzi magliettine semiaderenti che lasciano intravedere un fisico asciutto e addirittura scolpito in molti casi o smesso e mal curato in altri, raggiungendo non solo il disastro totale, ma addirittura rasentando il ridicolo. Le fantasie sono principalmente a righe orizzontali con colori che spaziano in tutte le tonalità del verde, sforano nel rosso pompeiano e si fermano al celeste pallido (quest'ultimo snobbato da D&G); tutti ovviamente alternati col nero. I più formali (o forse solo freddolosi) non resistono al maglioncino di filo, dove Moschino, da solito fuoriclasse, disegna fiori rosa e utilizza nuovi caratteri stilistici per il suo marchio, alternando sfondi bianchi o blu scuri. Gli altri invece ritornano nei ranghi con i preannunciati e già utilizzati rombi del guardaroba invernale. Nei pantaloni (in maggioranza jeans chiari) risaltano stili semplici, aderenti o quasi dal ginocchio fino alla bassa vita (dove ormai gli stilisti hanno comunemente deciso che si debba fermare la stoffa), volti a mostrare i quadricipiti e lasciare poco spazio alla fantasia sui contenuti; pochi, ma ben curati i disegni, realizzati soprattutto con le cuciture e nella maggior parte dei casi sul didietro: mezzi cuori, fiorellini, lettere o griff. Non vengono mai disprezzati gli effetti "usurato" o "strappato" usati con moderazione e maestria anche da brand economici come Alcott. Bikkemgergs detta la propria opinione tra le calzature, alternando il nero con toni accesi come il verde o il giallo nelle strisce laterali. Nelle ragazze ritornano camicette chiare o addirittura bianche, le quali spuntano da maglioncini di lana a maglie larghe con zip laterali o oblique e di colori autunnali quasi in ricordo delle mezze stagioni ormai sparite. Anche le classiche giacchette da tajeur non vengono dimenticate, cingendo tristi magliettine accollate in tinta unita o camicette aderenti che fanno spiccare gli esuberi mangerecci degli ultimi periodi. Per fortuna qualcuno in poche hanno ridato un tocco di classe a queste performance più formali, con magliettine meno accollate e moderati sprazzi di dorato richiamati da monili forse un po' vistosi. Resistono le calzature a punta: stivali bassi o mezza gamba, ma per fortuna stavolta neri o al massimo marrone scuro. Non avremmo certo potuto resistere, ad un altro anno di improponibili abbinamenti bianco e nero di stivaletti stile "Million dollar baby".